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È l'anno delle ciclabili, progetti per 5 milioni


Il 2019 si prefigura come l’anno delle piste ciclabili. O meglio, nei prossimi mesi dovrebbero tradursi in realtà, con l’allestimento e l’avanzare dei cantieri, almeno due dei tre grossi progetti di cui l’amministrazione comunale ha portato avanti l’iter burocratico durante tutto il 2018. Cinque milioni di euro, nel complesso, da investire nella rete ciclabile della città: da molti anni il Comune non stanziava risorse così ingenti per aumentare e migliorare i chilometri percorribili in bicicletta, tra centro e quartieri. Fa il punto il vicesindaco e assessore Luca Zanotto (Lavori pubblici e viabilità), elencando gli interventi che vedranno presto la luce, allo scopo di rendere Verona più «a misura di pedali».

CICLABILI IN PARTENZA
I primi lavori a partire saranno quelli per rendere ciclabili i tragitti Porta Palio-Castelvecchio, 125mila euro sostenuti da Comune e Regione, e Saval-San Zeno, 2,4 milioni cofinanziati dal «Programma nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro». La prima pista partirà dal parcheggio in fianco a Porta Palio (dove si trova la stazione del bike sharing), costeggerà la porta stessa fino al semaforo, si snoderà lungo stradone Porta Palio sul marciapiede dal lato delle caserme, lambirà via Scalzi e raggiungerà Castelvecchio. È previsto anche il ridisegno dei semafori tra stradone Porta Palio e gli Scalzi per favorire il passaggio delle bici. La seconda opera – più che una pista, una «rete» ciclabile – ha lo scopo di collegare con un’unica pedalata i quartieri Saval e Navigatori con San Zeno, permettendo di raggiungere da lì il centro storico in sicurezza. In tutto quattro chilometri. Sebbene, secondo stime recenti, solo il 10% dei veronesi utilizzi la bicicletta per gli spostamenti quotidiani in città, «siamo convinti che i nuovi tragitti favoriranno la mobilità dolce, sia fra i quartieri e il centro, sia tra un rione e l’altro. Ci impegneremo, inoltre, per far partire entro l’anno uno dei due stralci in cui si dividerà la costruzione della terza nuova ciclabile», spiega Zanotto, «cioè il prolungamento della Ciclopista del Sole che, scendendo dal Brennero e arrivando a Bussolengo, sbocca alle porte di Chievo».

TERZO PROGETTO
Sul primo stralcio, che prevedrebbe il passaggio della pista attraverso l’abitato di Chievo, tra villa Pullè e la piazza del quartiere, in direzione Borgo Milano, «abbiamo bisogno di riflettere ancora», chiarisce il vicesindaco. «Bello che la ciclabile dia l’opportunità anche di ammirare il territorio. Tuttavia, se l’obiettivo principale è offrire ai cittadini un modo alternativo di spostarsi ogni giorno, credo sia da privilegiare un tragitto più veloce e diretto. Altrimenti si corre il rischio che la ciclabile poi non venga utilizzata». Il secondo stralcio, quello che potrebbe concretizzarsi già nel 2019, riguarda il congiungimento tra via San Marco e la stazione di Porta Nuova: «Le bici seguiranno il tragitto del canale Camuzzoni: percorso semplice e già tracciato», spiega Zanotto.

RASTRELLIERE
E una volta arrivati a destinazione, dove parcheggiare le bici? Le rastrelliere scarseggiano, costringendo i ciclisti ad assicurarle a pali, ringhiere e altri supporti improvvisati, causando caos, e magari finendo con l’ostruire il passaggio dei pedoni sui marciapiedi. Ascoltando le richieste arrivate da più parti, non ultime quelle degli Amici della bicicletta, il Comune sta per provvedere all’acquisto di sessanta nuove rastrelliere «modello Verona» (quelle cui è possibile fissare il telaio oltre alla ruota). Zanotto spiega che «le andremo a mettere in parte in centro, ma soprattutto nei quartieri, attualmente i più sguarniti, vicino a scuole, biblioteche, distretti dell’Ulss e uffici pubblici».


Fonte: l'Arena, 04/01/2019