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30
nov
18

Chiusura temporanea stazione n 4 Viviani per mercatini natalizi



Si avvisa che il servizio di Bike Sharing presso la stazione n. 4 Viviani sarà temporaneamente sospeso 
a partire da mercoledì 14 novembre e fino a mercoledì 26 dicembre compreso, per svolgimento della manifestazione ‘Mercatini natalizi’.

Scusandoci per i possibili disagi, invitiamo gli utenti ad utilizzare le stazioni limitrofe:

-          n. 5 Cappello

-          n. 10 Isolo



12/11/2018

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29
nov
18

Conferma posizione stazione n. 8 Porta Vescovo FS


Vi informiamo che la stazione n. 8 Porta Vescovo FS, che a luglio scorso era stata spostata per consentire le opere di rimodernamento della stazione ferroviaria, è confermata nella localizzazione attuale, di fronte al civico n. 3.



 29/11/18

 

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13
nov
18

Chiusura temporanea stazione n. 3 Bra per Verona Marathon

Domenica 18 novembre si svolgerà la Verona Marathon, associata alla Ladies Running.

Si avvisa che il servizio di Bike Sharing presso la stazione n. 3 Bra sarà temporaneamente sospeso da venerdì 16 novembre fino al termine della manifestazione domenica 18 novembre.


Scusandoci per i possibili disagi, invitiamo gli utenti ad utilizzare le stazioni limitrofe:

-          n. 18 Cittadella

-          n. 20 Cavour

 

Per maggiori informazioni sull’evento è possibile consultare il sito ufficiale della manifestazione http://veronamarathon.it/.


13/11/18

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05
nov
18

Wifi, parcheggi, bus e bikesharing. In una mappa tutti i servizi per gli universitari

Una mappa sintetica ma allo stesso tempo esaustiva di tutti i principali servizi a disposizione degli studenti universitari, in particolare le matricole.
Un primo approccio con la città in tema di connettività, trasporto pubblico, parcheggi, bike sharing, per permettere agli studenti di muoversi agevolmente e vivere al meglio l’esperienza universitaria. E’ ‘Universo Verona’, start up ideata dall’Associazione Studenti Universitari Veronesi, con lo scopo di agevolare i nuovi iscritti all’Ateneo veronese, circa 7 mila ogni anno, molti dei quali arrivano da fuori provincia o da altre regioni.

Il Comune supporta il progetto con il contributo di Agsm, impegnati per una città sempre più smart, con servizi efficaci, moderni e usufruibili nel modo più semplice possibile. La mappa focalizza i luoghi principali di Verona e di maggiore interesse per gli universitari; la lettura dei Qr-code permette l’accesso immediato alle app di connettività, parking, autobus e veronabike, in modo da raggiungere tutte le informazioni in tempo reale.
L’iniziativa, avviata quest’anno in fase sperimentale per essere poi aggiornata nelle prossime edizioni, prevede anche una fase di incontro diretto con gli studenti. Nei prossimi giorni, infatti, l’associazione universitaria sarà presente con dei banchetti informativi vicino a ciascuna facoltà, al Polo universitario di Veronetta ma anche a Scienze motorie, Scienze giuridiche e al polo medico di Borgo Roma. Un modo per avvicinare i nuovi iscritti e agevolarli nel creare fin da subito un feeling con la città in cui studiano. Il nuovo format è stato presentato dal vicesindaco con delega alla Mobilità Luca Zanotto. Presenti il presidente di Amt Francesco Barini, Francesca Vanzo per Agsm, il consigliere comunale Nicolò Sesso e il presidente dell’Associazione Studenti Universitari Veronesi Luca Capuzzo.

“Se penso a quando ero studente fuori città e non sapevo nemmeno dove si trovava la mensa, non posso che applaudire a questa iniziativa – ha detto il vicesindaco Zanotto -. L’amministrazione ha da subito sposato questo progetto, per il format semplice e smart, adatto ad un pubblico giovane e dinamico, ma anche perché promuove tra i ragazzi la mobilità sostenibile. Stiamo lavorando per collocare una ventina di nuove ciclo stazioni di bikesharing, un servizio molto usato anche dagli studenti”.
“Prosegue l’attenzione di Amt nei confronti degli utenti universitari – ha detto Barini –, per i quali la nostra azienda propone agevolazioni per gli abbonamenti ai parcheggi pubblici e altri offerte specifiche. La collaborazione con il Comune è forte e prosegue nella direzione di migliorare i prodotti ai cittadini, nella direzione della semplificazione e della smart city”.


Fonte:ilgiornaledeiveronesi.it, 25/10/18

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29
ott
18

Più bici nel futuro dell’Europa

Parafrasando la mission del sito che state leggendo, “Trasformare l’Europa in un continente ciclabile” è l’obiettivo che si pone ECF, la Federazione Europea dei Ciclisti, con sede a Bruxelles. All’interno del suo staff ci sono due italiani: Alessandro Tursi, da poco diventato vicepresidente, e Niccolò Panozzo, che abbiamo contattato per conoscere meglio le attività dell’ECF in generale, e sue in particolare. Ecco la nostra intervista.

Bikeitalia: Ciao Niccolò, grazie per aver accettato di parlare con noi. Iniziamo raccontando che cosa fa la ECF, e quante persone ci lavorano.
Niccolò Panozzo: La Federazione Europea dei Ciclisti (ECF) è l’organizzazione che raggruppa tutti i maggiori (e minori) gruppi di attivisti europei, per dare ai ciclisti urbani una voce a livello europeo. Qui facciamo pressione politica per avere migliori condizioni e finanziamenti per sviluppare la ciclabilità in Europa, a livello nazionale e locale. Lavoriamo con lo staff delle maggiori istituzioni europee per assicurarci che la bici sia sempre presa in considerazione quando nuove leggi, misure o progetti sulla mobilità urbana sono approvati; lavoriamo con le associazioni nazionali (FIAB, in Italia) per coordinare le nostre azioni e campagne; raccogliamo consensi e support dalle città europee più attive in questo settore, dall’industria della bicicletta, dagli operatori di bike sharing, cicloturismo ecc. EuroVelo, la rete europea di percorsi ciclabili per il turismo, con oltre 70,000km di piste che attraversano tutto il continente, è un nostro progetto, così come Velo-city, la più grande conferenza al mondo sulle politiche ciclabili (la prossima edizione si terrà Dublino a giugno 2019).
Attualmente siamo una ventina a lavorare a ECF, senza contare gli stagisti che ci supportano con grande entusiasmo e creatività!

B: Tu in particolare di che cosa ti occupi?
NP: Io sono un Development Officer, il che significa che il mio ruolo è quello di sviluppare ECF, trovando nuovi potenziali partner, rimanendo in contatto con i nostri membri e cercando nuovi progetti su cui lavorare. In particolare, sono responsabile dei rapporti con i nostri membri; gestisco la nostra rete per le autorità locali Cities and Regions for Cyclists; la nostra rete per il bike sharing PEBSS; la nostra iniziativa sulla bicicletta e le nuove tecnologie (Smarter Cycling Initiative); e un paio di progetti europei (uno sulla promozione delle cargo bike e uno sull’ottimizzazione dell’infrastruttura urbana per accomodare la mobilità attiva).

B: Dalla vostra prospettiva europea, quali sono le città o gli stati che stanno facendo i maggiori passi avanti per la mobilità in bici?
NP: La Francia si sta muovendo molto rapidamente: durante le elezioni Macron si è impegnato a dei passi concreti e Parigi è tra le città che stanno spingendo di più per pulire l’aria cittadina (la sindaca Anne Hidalgo è una rockstar della sostenibilità, e il vicesindaco Christophe Najdosvki è il nostro presidente). Anche Madrid sta investendo molto e creando iniziative innovative (anche se fa ancora poco per ostacolare l’utilizzo dell’auto privata), e Oslo sta portando avanti il progetto di proibire tutte le auto dalla città. E a dir la verità anche in Italia ci sono realtà interessanti (anche se la situazione è piuttosto eterogenea): Verona ha indetto 6 giornate senz’auto all’anno, Roma sta completando importanti componenti della rete ciclabile ed è coinvolta in progetti molto promettenti, Ferrara e Reggio Emilia continuano a implementare nuove soluzioni per rendere la vita dei ciclisti urbani più facile… Il problema è che dall’altro lato ci sono personaggi che dicono che non vogliono le ciclabili perché aiuterebbero i migranti, come se ci fosse qualcosa di sbagliato in questo – l’organizzazione svedese è cresciuta vertiginosamente negli ultimi due anni grazie ai fondi che lo Stato ha messo a loro disposizione per insegnare ai migranti ad andare in bici, dando loro un accesso economico alla mobilità, necessario all’integrazione e allo sviluppo economico locale.

B: Come vedi l’attuale situazione nel mondo del bike sharing, con il passaggio della meteora asiatica?
NP: Assolutamente positiva. L’esplosione del bike sharing ha portato grande e rinnovata attenzione alla mobilità in bicicletta; in alcune città ha contribuito a un modal shift importante verso la bici e ha aperto gli occhi dei politici europei sull’enorme potenzialità della bici nel risolvere la questione degli spostamenti sotto i 5-6km. Certo, ha causato anche qualche problema, ma le città stanno lavorando con gli stakeholder giusti per risolvere rapidamente le difficoltà e continuare a sfruttare i benefici di questi servizi. E in ogni caso non esiste pubblicità negativa.

B: Come vedi la mobilità urbana fra 5-10 anni? Che ruolo giocherà la bici?
NP: Queste previsioni sono sempre molto difficili da azzeccare, quindi parlo ora da un punto di vista personale e non a nome di ECF. Credo che il modello fondato sull’auto privata continuerà a crescere fino a raggiungere un tipping point in cui virtualmente tutte le città si renderanno conto che con il tasso di urbanizzazione galoppante, questo modello non è più sostenibile. Allora ci saranno misure drastiche per disincentivare o addirittura proibire l’uso dell’auto a favore di mezzi più sostenibili ed efficienti da un punto di vista di spazio utilizzato. La bici tornerà quindi al vertice della classifica per rapporto spazio/energia utilizzati-potenziale di mobilità. La micro-mobilità personale e condivisa cresceranno molto rapidamente, incluso bike sharing, e-scooter sharing (i monopattini elettrici che si vedono in giro ultimamente), monowheelers elettrici, bici pieghevoli, ecc. Tutto molto compatto, in modo da poter essere combinato facilmente con il trasporto pubblico. Le applicazioni di Mobility-as-a-Service (che permettono un utilizzo integrato di tutte le soluzioni di mobilità urbana attraverso un’unica app, un unico account e con un ‘credito mobilità mensile’ simile ai pacchetti all inclusive ‘chiamate, sms e dati’) renderanno la mobilità condivisa conveniente e facilissima da usare. Purtroppo si sta già parlando parecchio di auto volanti e droni (so che suona ridicolo, ma gli investimenti in questa direzione sono tutt’altro che uno scherzo), ma spero vivamente che verranno fermati prima che sia troppo tardi.

B: Che cosa ti ha portato a interessarti al mondo della bici?
NP: Ho sempre usato la bici, ma senza pensarci. Al liceo era il mio unico mezzo di trasporto, semplicemente perché era il piu’ economico e veloce – e nonostante i numerosi furti! È stata una parte integrante della mia storia d’amore, e quando mi sono sposato, 3 settimane fa, ho portato mia moglie in giro per Verona su una cargo bike. Quando ho scoperto il mondo di attivisti e professionisti che sta dietro una cosa semplice come una bici, ho subito deciso che era il mio mondo e mi ci sono buttato a capofitto.

A noi non resta che augurare buon lavoro a Niccolò e a tutta l’ECF: sappiamo di essere in buone mani al livello europeo.


Bikeitalia, 24/10/2018



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23
ott
18

Mobilità sostenibile, Verona nona tra le 50 principali città italiane

Verona è nona tra le 50 principali città italiane nella classifica sulla mobilità sostenibile. La graduatoria è contenuta nel dodicesimo rapporto elaborato da Euromobility con il patrocinio del ministero dell'ambiente. Il rapporto è stato presentato alla Fondazione Biagi di Modena nel corso di MobyDixit, conferenza nazionale sul mobility management e la mobilità sostenibile organizzata a Modena tra l’ 11 e  il12 ottobre.


Il rapporto segnala che continua ad aumentare a livello nazionale il tasso di motorizzazione, anche se aumenta il numero di veicoli a basso impatto, soprattutto gpl. Al palo invece i veicoli a metano. Si inverte poi il trend per la qualità dell'aria che, dopo il netto miglioramento del 2016 causato da condizioni meteorologiche favorevoli, torna a far registrare un leggero peggioramento: solo 20 città tra le 50 analizzate rispettano tutti i limiti di legge.




 Fonte: Veronasera, 12/10/18

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17
ott
18

Progetto Eco Museo al Colombarolo


Una lettera aperta al Sindaco, affinchè l’Amministrazione intervenga per valorizzare l’area del Colombarolo e recuperare lo storico edificio in via Gerette, alla Palazzina, abbandonato dalla metà del secolo  scorso.

L’hanno consegnata personalmente questa mattina, gli alunni della scuola media Primo Levi, al sindaco Federico Sboarina, che li ha incontrati in sala Arazzi insieme al vicesindaco Luca Zanotto e all’assessore all’Ambiente Ilaria Segala.

Nello specifico, i ragazzi chiedono che l’area verde, a ridosso dell’Adige, diventi un Ecomuseo dell’energia pulita, uno spazio a disposizione di tutta la comunità e, soprattutto, dotato di una pista ciclabile che colleghi Palazzina al centro città ma anche al Lazzaretto, a Porto San Pancrazio, San Giovanni Lupatoto fino a Zevio.

La tappa in municipio di questa mattina segna la fine di un percorso iniziato più di tre anni fa, che ha impegnato gli studenti, allora in 5ª elementare, in una serie di iniziative per scoprire l’area del Colombarolo, farla conoscere alla propria comunità e raccogliere idee per la sua valorizzazione.

Realizzato in collaborazione con Fiab, l’anno scorso il progetto ha vinto il concorso del FAI Missione Paesaggio con lo spot “Fai rivivere il Colombarolo”, un filmato realizzato interamente dagli studenti e dai docenti sulla storia dell’area abbandonata e sulle sue potenzialità in tema di sostenibilità e tutela dell’ambiente.

“Oggi vi nomino ufficialmente ambasciatori del sindaco per la sostenibilità – ha detto Sboarina, rivolgendosi ai 39 studenti presenti in sala -. Avrete cioè l’importante compito di trasferire gli atteggiamenti virtuosi fuori dalla scuola, diventando un esempio da seguire per gli amici, i compagni ma soprattutto per gli adulti. Il vostro impegno su temi così importanti come la tutela dell’ambiente e la mobilità sostenibile è davvero lodevole, e vi porterà ad essere dei cittadini attenti e responsabili”.


Ufficio Stampa Comune di Verona, 26/09/18

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11
ott
18

Monaco: arriva la superpista ciclabile per i pendolari


Le principali città dell’Europa centrale e settentrionale hanno ormai un buon livello di ciclabilità: la nuova frontiera ora sono i collegamenti fra la città e il suo hinterland, grazie alle superpiste ciclabili.

L’arrivo delle bici elettriche sta cambiando molti aspetti della mobilità urbana e extra-urbana. Le salite si spianano, le distanze si accorciano. Soprattutto se, come nei paesi di area germanica, si diffondono anche le speed-ebike, mezzi in grado di garantire una velocità di crociera sui 40 km/h con poca fatica. Per chi abita nell’hinterland di una grande città, magari a 20 km dal centro, si apre un nuovo mondo di possibilità: in mezz’ora o poco più è possibile raggiungere il proprio posto di lavoro in centro, con la mente fresca e il corpo attivo grazie alla leggera attività fisica.

A patto che pedalare dall’estrema periferia verso il centro sia confortevole e sicuro.

Ecco che entrano in gioco le superpiste ciclabili, la nuova frontiera dell’infrastruttura ciclabile.

Si tratta di piste ciclabili pensate per favorire la lunga percorrenza, e quindi velocità di crociera relativamente alte, in piena sicurezza: pochi attraversamenti, larghezza ampia, nessuna curva stretta.

Vi abbiamo già presentato quella che va da Njiemegen a Arnhem, in Olanda; o quella nei dintorni di Berlino.

L’ultima superpista ciclabile si trova invece nei pressi di Monaco: i pendolari potranno usarla per raggiungere la città dai suoi sobborghi del nord, come Garching e Unterschleißheim, in circa 30 minuti di pedalate. La decisione è stata presa dopo un’attenta analisi dei luoghi in cui avrebbe avuto più senso iniziare a costruire questi percorsi.

Questa tratta è stata scelta anche per la congestione del sistema ferroviario, allo stremo per il numero di pendolari che lo usano quotidianamente.

Secondo alcune stime diffuse dai progettisti, si ritiene che la superpista ciclabile possa essere usata da circa 8000 persone al giorno, alleggerendo di molto il peso gravante su sistema ferroviario e viario.

Il percorso è largo 4 metri ed è accessibile solo alle bici, non ai pedoni.

Il costo previsto è di 34 milioni di euro.

Per fare un esempio più vicino a noi, è come se fra Tivoli e Roma, o fra Monza e Milano, ci fosse un percorso ciclabile largo, dritto, sicuro, con pochi o nessun attraversamento o semafori. Lo si potrebbe percorrere a una buona velocità media (magari anche grazie alla pedalata assistita) e arrivare a destinazione in poche decine di minuti. Chi usa la bici sarebbe contento per ovvi motivi; ma anche chi va in treno o si ostina ad andare in auto avrebbe dei vantaggi notevoli, per la minore congestione.


Bikeitalia, 5 ottobre 2018


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05
ott
18

Veicoli e Mobilità 4.0


L'Ordine deg
li Ingegneri di Verona e provincia organizza l'iniziativa Open d'Autunno 2018, una proposta culturale e formativa aperta a tutta la cittadinanza da settembre a dicembre 2018.

La rassegna di eventi formativi aperti alla cittadinanza mette al centro della riflessione pubblica uno sguardo sulla trasformazione della società odierna in tema di trasporti e infrastrutture senza dimenticare il bagaglio del passato, utile a comprendere l'evoluzione tecnologica che sta avvolgendo sempre più la nostra vita quotidiana.

"Veicoli e Mobilità 4.0, la sfida della sostenibilità. Mezzi e infrastrutture tra storia e scenari futuribili" affronta le tematiche della mobilità elettrica di nuova generazione, la sostenibilità ambientale, la mobilità ciclabile, smart road, inquinamento acustico e mobilità integrata. Si guarderà anche al passato con "La storia dei treni a Verona", la visita tecnica al Museo Nicolis di Villafranca (VR) e, fino al 15 dicembre 2018, la mostra sulla Vespa come mito della mobilità moderna.

Un viaggio, una meta precisa: la corretta correlazione tra ambiente, infrastruttura e uomo.

VENERDÌ 12 OTTOBRE

MOBILITÀ CICLISTICA, POTENZIALITÀ ED ESPERIENZE

ore 17.00 - 19.00 (2 CFP - Convegno)

Sede Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia


Sempre più al centro delle politiche di sostenibilità e del cambiamento degli stili di vita, la mobilità ciclistica è divenuta elemento fondamentale anche per la tutela della salute. Quali le politiche e le azioni messe in atto per promuovere la mobilità ciclistica urbana, quella di vasta area e il cicloturismo? L'Università di Verona ho avviato un progetto di formazione per figure specialistiche; da FIAB proposte concrete per migliorare la ciclabilità di Verona e per riscoprire e mettere in rete il territorio. A chiudere focus sulla progettazione dello spettacolare "ciclovia dei sogni" la Garda By Bike, a picco sul Lago.

Promossa dalla Commissione Trasporti in collaborazione con la Commissione Sostenibilità di Ateneo dell'Università degli Studi di Verona, FIAB, SITTA s.r.l. e Studio di Progettazione Fontana & Lotti.

 

Fonte: portale.comune.verona.it
05/10/2018

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02
ott
18

Giornata di studio sulla ciclabilità

Comune e Fiab, ma anche Regione, Università, Ordine degli Ingegneri e degli Architetti, insieme per la mobilità ciclistica e le possibili azioni per migliorala. 
Il municipio oggi ha ospitato una giornata di studio con focus sulla bicicletta e sulle tematiche legate alla mobilità sostenibile, dalle sinergie tra istituzioni e territorio alle prospettive per il futuro.

“Fiab ha registrato una crescita del 16 per cento nell’uso della bici in città – ha detto l’assessore all’Ambiente Ilaria Segala -. Una notizia che mi rende davvero felice, perché dimostra che il cambio di mentalità è possibile. Il piano urbano della mobilità sostenibile è quasi pronto e sarà uno strumento fondamentale per pianificare i prossimi interventi per promuovere l’uso della bici. Nel frattempo proseguiamo con la sensibilizzazione, soprattutto verso i più giovani, attraverso le scuole”.
“Fin da subito l’Amministrazione ha dato priorità alla mobilità sostenibile e in particolare all’uso della bici come mezzo alternativo all’auto – ha detto l’assessore alla Viabilità Luca Zanotto -.
Ne sono esempio il ripristino dell’ufficio comunale per le biciclette ma, soprattutto, l’avvio di alcuni tra i più importanti progetti di ciclabilità sul territorio, tra cu il completamento della ciclopista del sole, importante anche a livello turistico, e la realizzazione della pista ciclabile di collegamento tra i quartieri del Saval e San Zeno. Grazie al cofinanziamento della Regione, inoltre, è confermata anche la ciclabile Porta Palio-Castelvecchio-Piazza Bra”.


Ufficio Stampa Comune di Verona, 28/09/2018
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